In Servizio h24/7 Emergenze
Ho solo una certezza, sapere di non sapere. Mi guardo intorno, vedo, sento e a volte mi sembra che le persone siamo troppo certe di poter insegnare chi è Dio. Rimango impressionata dalla loro ardita sicurezza e mi chiedo chissà com’è io di fronte a Dio ho solo una certezza sapere di non sapere. Più mi avvicino a lui e più mi sento piccina, bisognosa d’Amore, ogni volta che ascolto la Sua Parola l’anima mia si eleva oltre ogni umano sentimento, priva del peso di tanta carne che non è più zavorra. Sale così il mio sentire l’Amore ed è come se viaggiassi in un’altra dimensione avvolta da nuova conoscenza in un attimo si schiarisce la mia mente e trovo risposte che non avevo, vedo le persone come non le vedevo. Imparo a conoscere me, attraverso questo immenso Amore che mi avvolge, e più strada percorro più sono assetata e più mi sembra di sapere proprio poco, sono certa che non basterà la vita.

Anche durante le faste di questo Natale ho osservato il mondo intorno a me, le persone che si affrettavano a fare le ultime compere percorrendo, a volte con poca pazienza, le strade affollate di Roma. Io ho corso insieme a loro, ero parte di tuttaa quella gente che schiacciava il naso sulle vetrine dei negozi. Ho poi festeggiato il Natale… il cenone… la tavola imbandita il servizio di piatti della nonna, la casa piena di luci, i parenti… ma alle scoccare della mezzanotte si è svegliato in me un bisogno incontenibile ed ho trascinato tutta la famiglia alla Santa Messa della Mezzanotte.Tutti i regali che avevo comprato d’improvviso erano diventati nulla per me, erano privi di ogni valore. Avevo il desiderio anzi il bisogno di regalare molto di più, volevo regalare soprattutto ai miei ragazzi le mille sensazioni racchiuse nel mio cuore. Li ho costretti a partecipare alla mess è vero, ma alla fine hanno cantato anche loro i canti del Natale compresa l’Adeste Fidelis in latino ed ogni canto a squarcia gola non mi è mai sembrato più stonato e bello.

Avrei voluto avere la capacità di infondere dentro alle persone che amo i sentimenti che il Natale fa scaturire dentro di me. Nel corso dell’anno passato partecipando a questa bella comunità del Cielo ho riscoperto il senso di una parola COMPASSIONE. E’ un parolone, deriva dal latino - cum, vuol dire condividere i propri sentimenti con gli altri, partire insieme, non tollerare, non sopportare, ma provare gli stessi sentimenti che provi tu, partire, sentire gli stessi sentimenti della persona che è vicino a te. E’ una cosa bellissima, mi viene in mente il volto compassionevole della Madonna, un volto denso carico d’amore per i suoi figli… E’ per questo che ho trascinato tutta la famiglia alla Santa Messa per riuscire a dar loro quello che durante l’anno, per corsa, per distrazione spesso non do,quella parte di me che arriva nel più profondo dove sento di essere parte di Dio e sento Lui parte me.
 
Cristina Zega